Il Mègara colonizza la laguna Veneta (di Silvia Mattei)
E non ci interessava se la sveglia era alle 2 e mezza di notte, se le previsioni meteo ci avvertivano che per tutti i cinque giorni avrebbe piovuto, nè il lungo viaggio che dovevamo affrontare: sentivamo che dovevamo partire, che anche quest’anno la consueta gita si doveva pur fare.
Era questo che pensavo mentre osservavo dal mio oblò le luci sfavillanti di Venezia farsi sempre più piccole fino a scomparire del tutto, segno che ormai l’aereo era decollato e che era ormai questione di ore e la gita si sarebbe conclusa.
E’ stato così che dopo mesi di attesa e preparativi, giorno 13 Aprile le classi 4aD, 4aC, 3aA hanno spiccato il volo. Meta? Venezia, naturalmente!
L’incontro è stato programmato per le 3:40 in piazza America da dove noi ragazzi siamo partiti accompagnati dai professori Noemi Bacci, Rosanna Amato, Alfio Castro e Giorgio Casole.
Nonostante le ore di attesa all’aeroporto di Catania, finalmente l’aereo è decollato e con noi è partita anche la frenesia ancora scoppiettante del primo giorno che si è manifestata fin da subito anche all’aeroporto Marco Polo di Venezia, da dove il pullman è partito per condurci a punta Sabbioni. Ivi tramite un battello privato abbiamo raggiunto Venezia visitando la splendida piazza San Marco, prima nostra tappa.
Muniti di ombrello, macchina fotografica e curiosità ci siamo addentrati per le calle della città sulla laguna e facendo accuratamente attenzione a non perderci abbiamo visitato Venezia in tutta la sua bellezza, ammirando il ponte dei Sospiri, attraversando Canal Grande sopra la miriade di ponti.
Se la dovessimo guardare dall’alto Venezia apparirebbe come un gomitolo di stradine, vie ma soprattutto canali…ed è proprio vero il detto “tutte le calle portano a San Marco”.
Dopo aver pranzato e aver effettuato un po’ di sano shopping, siamo saliti sul battello che ci avrebbe ricondotto nuovamente a punta Sabbioni dove l’autobus ci attendeva per condurci direttamente all’albergo Portofino, ubicato a Jesolo.
Ma nonostante le palpebre si chiudessero non abbiamo perso l’opportunità di girovagare per le strade di Jesolo per una passeggiata notturna, accompagnati dai docenti.
Il secondo giorno, più carichi che mai dopo una sana dormita, on the road sin dalle 8 del mattino, siamo giunti a Verona, bellissima città medievale e patria di Romeo e Giulietta. Dopo un accurato giro ai vari monumenti della città, ponte Scaligero, tra foto, canzoni e risate, abbiamo visitato la residenza di Giulietta, nella quale molti non hanno esitato a lasciare scritto i nomi dei loro ‘morosi, e l’incredibile arena di Verona, monumento di immane bellezza. Pranzato in un ristorante, il pomeriggio l’abbiamo trascorso ad ammirare le vetrine dei negozi e a zig-zagare tra la folla alla ricerca di qualche souvenir da portare alle nostre famiglie. Esausti ma felici, siamo ritornati in hotel e dopo cena, ci siamo intrattenuti a chiacchierare sulle città visitate in quei due giorni e a scambiarci opinioni e impressioni sui vari monumenti, rimanendo a parlare fino a tarda notte.
Fatto il pieno con una ricca e abbondante colazione, anche per il terzo giorno il viaggio in pullman ci ha condotto a Trieste, città meravigliosa ma le cui mura trasudano tristezza e ricordi della guerra. Abbiamo visitato la Risiera, una sorta di campo di concentramento, e le Foibe, rese importanti solo di recente ma che rimangono pur sempre impresse nella nostra memoria. Prima di rientrare era doveroso visitare il castello di Miramare, un bellissimo palazzo che si affaccia sull’immensa distesa d’acqua qual è il mare Adriatico. E dopo esserci persi nella maestosità e della lussureggiante abitazione, siamo ritornati in albergo.
Ma i giorni trascorrevano veloci e non c’eravamo resi conto che la gita stava volgendo al termine e che rimaneva solo un giorno prima di tornare a casa.
Così chiuse di malavoglia le valigie, controllato che nella stanza non avessimo dimenticato qualcosa, abbiamo visitato Treviso, cittadina meravigliosa attraversata dal Sile e dai suoi affluenti. Pranzato per l’ultima volta in albergo, abbiamo avuto modo di svagarci durante tutto il pomeriggio per poi salutare per l’ultima volta Jesolo, Venezia e le altre splendide città e recarci all’aeroporto dove ci attendeva l’aereo che ci avrebbe riportato a casa.
Ricordando tutto ciò non ho potuto che provare un grande senso di nostalgia che si è assopito per un po’ alla vista della città di Catania e dell’amata Sicilia: sì, stavamo tornando a casa!
E non ci importava della voce che nostro malgrado era scomparsa, nè delle ore di sonno perse, e neanche dei mal di testa, noi avremmo continuato a cantare, a battere le mani, a ricordare i bei momenti vissuti in giro tra le città sconosciute, a vedere le foto e a ridere, finché l’autobus si sarebbe fermato.
Prima di arrivare, i docenti non hanno mancato di complimentarsi con tutti noi per la nostra esemplare condotta e per l’allegria che hanno provato insieme agli alunni.
Una bellissima esperienza che ci ha concesso di ampliare il nostro bagaglio culturale, di allargare le nostre amicizie e soprattutto che ci ha fatto diventare un po’ più grandi.

Foto di gruppo di Silvia Pitruzzello